
Wagging Tongue è stata una spina nel fianco per taaanto tempo.
Forse (o forse anche no) vi chiederete il perché.
Ecco: Avete presente quelle cose a cui siete abituati? Bene.
Ad un certo momento qualcuno vi propone una cosa nuova. Andate anche voi nel pallone? Beh, io sì. Ho bisogno di tempo per adattarmi ad un cambiamento, altrimenti il mio cervello va il tilt come un flipper.
Per questo, il mio problema con questa canzone è riassumibile in questa semplice dicitura:
“written by Martin L. Gore & Dave Gahan” (o viceversa)
E che problema è??? Provo a spiegarvelo.
Nel passato ci sono state delle canzoni che sono state scritte insieme da Dave e Martin (anche se non insieme nel senso di nello stesso posto allo stesso momento), ma “Memento Mori”, per tragicità di cronaca, è un album in cui tutte le carte sono state mischiate di colpo dalla morte improvvisa di Fletch.
Questa canzone, più delle altre,rappresenta una dipartita dal passato ed un movimento verso il nuovo ordine delle cose, che vede finalmente (anche se a costo di una tragedia) riavvicinarsi Dave e Martin ed riunirsi in una nuova, perfetta unità.
Questi due esseri umani sotto sotto così simili, nonostante tutte le loro differenze, complessi, attriti e decenni di parole non dette, sono sempre stati lo specchio riflettente l’uno dell’altro, come se tra i due esistesse un armonizzatore invisibile che prendeva le loro parole e suono e li metteva insieme per creare una sola, perfetta armonia. Entrambe le parti sono sempre state necessarie per raggiungere il risultato che si chiamava Depeche Mode: Martin diceva che non scriveva per Dave, ma sapeva che un altro cantante non avrebbe mai interpretato le sue parole con così tanto pathos, e Dave, nonostante le sue indubbie doti vocali, non avrebbe mai interpretato con tale devozione le parole di un altro scrittore.
(Naturalmente lasciamo da parte Alan che è una divinità ma non è pertinente al nostro discorso in questo momento.)
Parlando puramente dal punto di vista della scrittura, siamo arrivati a Martin come unica penna del gruppo dopo la dipartita di Vince (Vince amo pure te, sei un genio con i synth ma i tuoi testi sono a livelli dei tormentoni estivi)
Martin scriveva già per conto suo ed ha poi avuto decenni per affinare le sue doti di compositore, diventando addirittura degno del premio Ivor Novello come migliore compositore britannico. Ci sono invece voluti decenni ed una dolorosa disputa per essere introdotti alla scrittura di Dave, molto diversa da quella di Martin e sicuramente un po’ acerba anche se funzionale al suo scopo. Ovviamente Martin è rimasto l’autore principale, lasciando occasionalmente il timone a Dave per un determinato numero di canzoni. Infatti solo in tre casi abbiamo un credito condiviso per la scrittura: Si parte da una prima tentativa prova di collaborazione in “Oh well”, per passare ad una seconda occasione molto più matura con “Long time lie”, fino alla completa collaborazione in “Wagging tongue”.
Siamo arrivati ormai ad un livello di scrittura quasi paritario, a detta dello stesso Martin. A forza di rimbalzare le loro idee l’uno sull’altro, i loro stili di scrittura si sono avvicinati molto, fino ad essere quasi indistinguibili, sempre a detta dello stesso Martin
Quindi adesso ci troviamo con questa canzone, scritta da entrambi, ed per molto tempo non sono riuscita a capire di chi fosse il punto di vista espresso nel testo. Di Martin? Di Dave? Di entrambi?
Che confusione.


(Charlie Kelly (Charlie Day) , “Sweet Dee has an heart attack”, stagione 4 episodio 10 di “It’s always sunny in Philadelphia”)
(Io quando cerco di spiegare a qualcuno i miei ragionamenti, sigaretta e sguardo spiritato compreso)
Comunque, mi ero abbastanza rassegnata a lasciare questa questione insoluta finché non mi è capitata per le mani questa bellissima intervista, condotta magistralmente da Eddy Temple-Morris di Virgin Radio UK. Vi lascio il link e vi consiglio di guardarla perché è un brillante esempio di come si conduce un’intervista, cioè lasciando parlare l’intervistato senza interromperlo e dimostrando di sapere di cosa si parla. Come diceva Giovanni Minoli, grande giornalista della Rai ed autore di interviste passate alla storia della tv: “Studiare tantissimo: intervistare qualcuno solo quando tu ne sai più di lui, di lui.”
Ormai siamo abituati a delle interviste di Dave abbastanza tutte uguali, in quanto ormai è diventato un uomo saggio e sa cosa dire alla stampa e cosa no. In questo caso però, forse grazie alla buona educazione dell’intervistatore o forse grazie ad una conoscenza pregressa, Dave si è sentito molto più suo agio ed è riuscito ad aprirsi un po’ di più, regalandoci, tra l’altro, una dettagliata descrizione del processo di creazione di “Wagging tongue”.
Nota: Ho semplificato un pelino la spiegazione di Dave perché lui tende un po’ a perdere il filo di quello che dice e ricostruire una sintassi che abbia senso non è proprio semplicissimo.
Ti amo lo stesso tesoro XOXO !
“
…
Intervistatore, Eddy Temple-Morris: Allora, “Wagging tongue”, giusto?
Dave: Corretto.
Int: E’ la seconda traccia, giusto?
Dave: Sì.
Int: Allora alleggeriamo un po’ l’atmosfera. (Prima avevano parlato di Andy.) Suona molto vintage!
Dave: La melodia è tutta di Martin, è stato lui che è venuto fuori con questa melodia. Io avevo la canzone e l’ho scritta con la chitarra, l’ho mandata a Martin e lui me l’ha rimandata indietro con questa specie di arpeggio, questa bellissima cosa stile Kraftwerkiano ed io ero subito: “Oh sì! Mi piace tantissimo!”, così si ho cantato su, ma la canzone è una di quelle cose in cui quello che diciamo a qualcuno, l’informazione o la disinformazione, come viene passata, distorta, cambiata e poi riportata a te in un modo completamente diverso o come prendiamo delle informazioni, false informazioni, o quello che vuoi, vere informazioni e queste diventano fatti e devi stare attento con questa cosa, quindi stai attento a cosa fai con quella bocca che non sta mai zitta (o a quella malalingua, ndt).
Intervistatore: Sì, sì, assolutamente.
…
“
Insomma, scusate mi sto divagando, mi stavo godendo l’apprendimento delle informazioni ottenute da questa intervista e la soddisfazione data dalle buone maniere e dall’eloquio dell’intervistatore, quando, ad un certo momento nella mia testa qualcosa ha fatto “Click!”.
“…quello che diciamo a qualcuno, l’informazione o la disinformazione, come viene passata, distorta, cambiata e poi riportata a te in un modo completamente diverso o come prendiamo delle informazioni, false informazioni, o quello che vuoi, vere informazioni e queste diventano fatti e devi stare attento con questa cosa, quindi stai attento a cosa fai con quella bocca che non sta mai zitta (o a quella malelingua, ndt).”
Nella mia testa scorre un linea temporale di eventi:
- I primi litigi durante Exciter;
- la guerra durante il periodo solista (con Dave che accusa Martin di essere un dittatore e lo insulta in tutti i modi possibili come un bambino che fa i dispetti ad una bambina che gli piace, facendo un disco che è tutto un “Martin perché non mi vuoi bene?” e Martin con la solita capacità emotiva di un’ameba si gira dall’altra parte e Fletch poraccio pensa per la millesima volta che nessun’ammontare di soldi è abbastanza per dover sopportare questi due che non riescono a comunicare le loro emozioni l’uno con l’altro);
- i litigi che hanno portato quasi allo scioglimento durante la realizzazione di Spirit, in cui James Ford ha fatto uscire tutti dallo studio, Fletch compreso portato via di peso (fa pure rima), perché questi due dovevano assolutamente parlarsi e fare una fottuta terapia di coppia forzata perché, mamma ma, altro che psicologo, ci voleva un dentista a tirare fuori le parole a sti due. Duri come il legno, proprio. (Citofonare Flood e Tim Simenon per il racconto della molto riposante realizzazione dei loro album.)
Figurati in chissà quante situazioni si sono fraintesi, o hanno percepito un’emozione distorta, sbagliata, cimentandosi in questo telefono senza fili che durava ormai da decenni. Solo la presenza di Fletch come assistente comunicatore riusciva a colmare questo gap, ma non era la stessa cosa di una comunicazione diretta. Magari questa comunicazione si svolgeva pure in luoghi diversi e tempi diversi, senza avere l’aiuto delle informazioni non verbali che viso, voce e corpo ci danno. E’ logico così che un’informazione possa venire interpretata in maniera errata, eretta a fatto e possa causare la nascita di una stregua di opinioni errate, che poi a loro volta creano situazioni che non hanno niente a che fare con la realtà effettiva.
E’ molto triste dirlo, ma credo che veramente ci sia voluta la morte di Fletch per rompere questo circolo vizioso. Adesso, dopo tutti questi anni e privi del mediatore che rendeva questa comunicazione non diretta ed asincrona, sembra che abbiano finalmente capito che bisogna stare attenti a quello che si dice, perché non si sa come verrà interpretato dall’altra parte e si potrebbero creare fraintendimenti completamente inutili.
Tornando a me per un attimo, il fatto di avere trovato una possibile interpretazione al significato congiunto della canzone mi ha completamente galvanizzato, e sono andata a rivedermi il video per cementificare la mia teoria e lì ho sentito come se tutti i tasselli del mio puzzle andassero al posto giusto.
Seguitemi.
La prima cosa che vediamo è la bellissima composizione floreale funebre a forma di ali che abbiamo già visto nella copertina di “Memento mori” e nel video di “Ghosts again”, piena di stupende rose bianche.

Ok, pausa piantino. Fatta.
La prima persona che vediamo è una donna che sta lavorando a questa bellissima composizione floreale. La sua espressione è triste, quindi possiamo supporre che la composizione che sta preparando sia per una persona cara che è venuta a mancare, ma le sue mani sono sicure nel gesto manuale di cui si sta occupando, quello di potare le rose. E’ un compito difficile, non ha sicuramente voglia di farlo, probabilmente ha un groppo nella gola dal dolore, ma qualcuno si deve pure occupare di queste tristi ma dovute incombenze e lei si è presa la responsabilità di concludere questo compito.
Improvvisamente viene distratta da un rumore, e il suo viso si volta a destra appena appena. Sta ponderando qualcosa.
Dietro di lei abbiamo un uomo, che apre un rubinetto e si muove nervosamente per la cucina.
Abbiamo qui una coppia (“Ma dai che coincidenzaaaaaaH!!!! Ma chi saranno maiiiiiiH???”)

La donna, dopo aver ponderato la situazione, si alza dalla sedia e si dirige alla sua sinistra (nostra destra) della stanza, ed inizia a scrivere su una superficie rivestita di ardesia (Mai vista una cosa del genere. Ho scoperto che esiste la pittura di ardesia. Conoscevo solo le lavagne. Vedete? Si impara sempre qualcosa di nuovo.)

Nel frattempo l’uomo continua a guardare il lavello che si riempie lentamente d’acqua, come se nell’acqua potesse trovare una risposta ad un quesito che lo affligge.
Ma chi sarà mai questo uomo??? Nervoso, che non sa comunicare con un’altra persona, guarda una situazione da lontano e guarda qualcuno o qualcosa come se potesse dargli una risposta o si prendesse la briga di agire per lui in qualche modo?
Inizia per M e finisce per N.

La donna, che nonostante la situazione difficile ha tutt’altro piglio, scrive sull’ardesia:
WE NEED TO TALK. (DOBBIAMO PARLARE.)
Ma chi sarà mai che ha detto in tutti questi anni in tutte le lingue e tutti i principali dialetti “Dobbiamo parlare? Parlami?”
Inizia per D e finisce per E.
(Non importa che nel video abbiamo una donna. Sappiamo benissimo come funzionano queste cose.)

L’uomo, dimostrando perfettamente la mia teoria sulla sua identità, chiude il rubinetto in modo riluttante e scrive sull’ardesia: CAN IT NOT BE WRITTEN? (NON POSSIAMO FARLO IN FORMA SCRITTA?)
Signori e signore, la definizione dell’enciclopedia sotto la voce “Martin L. Gore”.

Il suo sguardo è un misto di inquisitivo prima e condannato a morte poi, avendo capito che questa volta non si potrà più sottrarre a questo confronto, perché non c’è più nessuno a farlo al posto suo, ma cerca comunque di salvare il salvabile riportando il confronto in una modalità in cui si sente di avere il controllo, la forma scritta.

La donna nega senza neache troppo scomporsi, forse credendo che per la prima volta può imporsi, dato che l’uomo si trova in una situazione di destabilizzazione, dovuta alla mancanza della persona che comunicava al suo posto.

Si gira, cancella quello che aveva scritto e risponde: IT NEEDS TO BE SPOKEN! sottolineando il SPOKEN. (DEV’ESSERE DETTO PARLANDO!”)

L’uomo getta il gesso, avendo capito ormai che non ha più alternative.

Durante questo scambio di frasi, vediamo la nostra coppia camminare nel mezzo di un bosco. I passi sono tentativi, il linguaggio del corpo distante. Entrambi guardano verso la parte opposta dall’altro, come se si dovessero sottoporre forzatamente ad un compito di cui sanno l’utilità, ma dentro di loro c’è ancora presente un senso di risentimento o la sensazione tirata di non sapere come comportarsi con l’altro.

L’uomo e la donna arrivano ai piedi di un lago e si mettono in coda dietro a delle altre coppie. Il tutto ricorda l’attesa del concessione di un sacramento, o l’entrata in uno spazio determinato da una soglia d’ingresso. L’uomo si gira verso la donna, forse per implorare un ultima via d’uscita, ma la donna non lo guarda, anzi: Incrocia le braccia e continua a guardare nel senso opposto. E’ proprio stufa dei suoi silenzi e l’uomo lo capisce benissimo, abbassando il suo sguardo come una persona che si sente decisamente in colpa.


Il nostro sguardo si allarga su lago. Un personaggio misterioso, che sembra essere il custode del luogo, o l’ufficiante di un rito, si avvicina ad una coppia chinata con la testa sott’acqua. La cosa interessante è che questo personaggio misterioso ha con sé una valigia. Forse non appartiene davvero a questo luogo e viene qui solo per celebrare questo rito? Forse nella valigia ci va qualche tipo di oggetto che permette l’esecuzione del rito?
E’ una persona che proviene da un altro mondo ed aiuta le persone a superare una soglia di un certo tipo?
Un angelo?


La coppia è chinata in quella che sembra una posizione di preghiera, simile alla preghiera musulmana con la testa chinata in avanti ed anche ricorda un po’ alcune procedure di Battesimo per adulti, in cui tutto il capo viene sommerso nell’acqua o in cui una persona cammina nell’acqua fino ad essere completamente sommersa.
Il personaggio misterioso tocca le loro schiene con un bastone, segnalandogli che è il momento di riemergere.
E’ Giovanni Battista? O meglio ancora, è l’Apostolo Giovanni, “John the Revelator” in inglese, nome dovuto al fatto di essere l’autore del libro dell’Apocalisse?
E’ il detentore di realtà che non conosciamo?

Il rito prosegue, coppia dopo coppia.
Il personaggio misterioso segnala alla nostra coppia che è il loro turno, ed entrambi procedono verso l’acqua, sempre sotto il suo prudente sguardo.

L’espressione del personaggio misterioso è contemplatrice, come se si stesse seguendo quello che fa la coppia con grande interesse, ma anche con una certa preoccupazione.
Perché questo personaggio ha un così grande interesse in questa coppia?
Forse perché è interessato al risolvimento di questo conflitto che va avanti da così tanti anni ma è un po’ preoccupato dato che questa è la prima volta che queste due persone hanno un confronto diretto senza di lui.
E’ lui, l’ex-mediatore. Andy.










La coppia infila la testa sotto l’acqua.
Improvvisamente vediamo che la donna inizia a parlare, e l’uomo le risponde. Inizia un dialogo movimentato, ed ogni tanto entrambi riemergono un attimo per prendere fiato, poi si immergono di nuovo per continuare la loro discussione. Finalmente qualcosa sembra sbloccarsi nell’uomo, che inizia a gesticolare in modo sempre più agitato ed a parlare sempre più velocemente. La donna sembra negare quello che dice, tenendo la bocca chiusa, quasi come se fosse ferita da quello che ha sentito, e questo evento così’ inusuale ha ripercussioni su tutte le altra coppie ancora in attesa: Le persone ancora in coda sono talmente stupite che l’uomo stia parlando e tra l’altro con tale veemenza, che un altro uomo si sente spinto a scrivere sulla lavagna al suo compagno.

Ed ecco che improvvisamente compaiono anche i nostri cari Dave e Martin. A prima vista sembrano essere l’ennesima coppia in coda per partecipare a questo rito, però non è così: La loro immagine è distorta dall’acqua che si muove, come se il nostro punto di vista si trovasse sott’acqua.
Se il nostro punto di vista fosse da fuori, dalla riva del lago, si troverebbero completamente in un’altra angolazione. L’unica spiegazione possibile è che li stiamo vedendo da sott’acqua, e le uniche persone al momento sott’acqua sono i due protagonisti.
Entrambi stanno osservando loro stessi.


L’uomo e la donna stanno urlando sempre di più, sembra che ormai ad ogni parola ognuno si stia togliendo dei sassolini dalle scarpe sempre più grandi.

Viene inquadrata un’altra coppia, composta da due persone completamente diverse l’una dall’altra per quanto riguarda i tratti somatici, che però sono comunque unite in matrimonio ed in cerca di un chiarimento.
Direi un rimando azzeccato.

Il personaggio misterioso ha un aspetto quasi dispiaciuto, come se stesse avvertendo che la discussione stava degenerando.


L’uomo e la donna prendono fiato di nuovo, e si vede che sono sconvolti da quello che si sono detti.
E’ palese, guardando le loro espressioni, che stiamo per assistere ad una resa dei conti esplosiva.






Questa sequenza è in slow motion, probabilmente per evidenziare l’effetto distruttivo delle parole che stanno uscendo dalla bocca di entrambi. La sensazione è quella di guardare un’incidente stradale al rallentatore, sentendosi impotenti di fronte alla situazione di fronte a noi.
La discussione ormai si è trasformata in un litigio totale, con entrambi che urlano e si guardano in cagnesco, arrabbiati ed esasperati l’uno dall’altro.
Le loro parole sono talmente pesanti che si trasformano in proiettili che bucano l’acqua e cercano di ferire mortalmente l’altro.
E’ una battaglia senza esclusione di colpi.



Il personaggio misterioso, resosi conto che la situazione era ormai precipitata, o forse constatando semplicemente che il tempo a loro disposizione era scaduto, li tira entrambi fuori dall’acqua di forza, scaraventandoli per terra.
Entrambi sono esausti, ma l’animosità che c’era prima è scomparsa, sostituita da una sorta di realizzazione.
Entrambi hanno capito qualcosa.

Il personaggio misterioso continua ad officiare il rito, passando alla coppia successiva e prendendo un libro come pegno per l’accettazione.
Chissà cosa sarà quel libro. Una bibbia? Un libro di salmi? Un diario? Non abbiamo modo di saperlo.
In aggiunta l’uomo misterioso ha sotto il suo braccio una cartella a pagina, tipo un porta-listino.
Che ci sarà dentro? Le schede di queste persone? Quello che devono confessare?

La coppia attraversa di nuovo il bosco, completamente esausta dall’intensità dell’esperienza e da quello che hanno realizzato alla sua fine.
Rientrano nella cucina, ed ognuno cancella la sua scritta sulle lavagne d’ardesia.


L’uomo è ancora un po’ dubbioso, impaurito, ma la donna lo guarda come per dire “Andrà tutto bene”.
Non sono ancora a completo agio l’uno con l’altro, ma è già un inizio, un buon proposito per il futuro.


La donna ricomincia a lavorare alla composizione funeraria. E’ ora di andare avanti e mantenere le proprie promesse.


L’uomo mette su un disco e continua a guardare il lavello che si riempie d’acqua come prima, in cerca di una risposta, ma ora capisce che esiste un modo in cui entrambi possano lavorare sulla musica comunicando l’uno con l’altro:

Portando la musica nell’acqua, in modo che, in quella dimensione ovattata e protettiva, possano creare insieme, costruire un nuovo rapporto e proseguire con la loro strada.

L’uomo ha capito che non deve aver paura delle sue emozioni, e può finalmente affrontare la vita senza filtri, con la donna che sarà sempre al suo fianco.

E’ ora per l’uomo di mettere la testa sott’acqua, e finalmente trovare il coraggio di parlare.
Alla fine del video sentiamo per un attimo “Don’t say you love me”. Come si scriveva una volta nei film… “To be continued.”
Non dico che questa sia l’interpretazione definitiva, ma è quello che sono riuscita a tirare fuori dalle fonti che ho trovato.
La suddivisione che alla fine cercavo l’ho trovata in questo modo:
Punto di vista di Martin:
You won’t do well to silence me
With your words or wagging tongue –> Dave parla parla
With your long tall tales of sorrow –> racconta storie di rimpianti, tipo le interviste dopo Ultra
Your song yet to be sung –> che deve ancora esprimersi per conto suo, tipo dopo Exciter
I won’t be offended
If I’m left across the great divide
Believe me, they will follow
Just to watch another angel die
Watch another angel die
Punto di vista di Dave
You won’t do well to darken me
With your secrets and your lies –> segreti e bugie perché non mi dici niente
With your piercing code of silence –> il tuo doloroso codice del silenzio
Relax, enjoy the ride
I’ll meet you by the river
Or maybe on the other side
You find it hard to swallow
When you watch another angel die
Watch another angel die
Another sun is rising
Another day has come
You can find me, I’ll be waiting –> alla fine ti aspetterò sempre perché siamo destinati a lavorare insieme
Until the day is done
I won’t be persuaded –> non mi potrai persuadere
Kiss your doubts goodbye –> dì addio ai tuoi dubbi
Everything seems hollow
When you watch another angel die
Watch another angel die
Watch another angel die
Watch another angel die
Watch another angel die
Watch another angel die
Alla fine, cos’è importante quando vedi un altro angelo che muore?
Quando vedi che è Andy, il tuo amico e compagno di band che muore?
Tutto sembra vuoto.
Però c’è ancora la musica, che è l’unica cosa che riempie il vuoto.
Ci sono persone che ti vogliono davvero bene, anche se hanno problemi a comunicartelo, che possono riempire il vuoto. (Anche se sono o le senti lontane.)
Alla fine non so se tutto questo papiro abbia senso, però è quello che in cui io ho bisogno di credere.
Due persone che avrebbero dovuto stare unite da sempre si sono finalmente unite. Hanno creato un album straordinario.
Hanno onorato un amico mancato nel migliore modo possibile.
Sono sicura che lui avrebbe adorato questo album.
E’ un memento a lasciare perdere le pippe mentali e chiarire sempre ogni dubbio, prima che questa opzione ci venga tolta.
Un invito a non aver paura di essere se stessi, a parlare, ad ascoltare e non farci manipolare da altre persone.
Nonostante il lutto, è un album pieno di speranza.
Credits:
“Wagging Tongue”
Songwriter: David Gahan / Martin Gore
Songtext of Wagging Tongue © Sony/ATV Music Publishing LLC
Video:
Directed by The Sacred Egg
Creative Direction by Anton Corbijn
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