Questa è una specie di recensione del video di “Suffer Well”. Doveva far parte di un progetto che al momento è in limbo, ma che spero di poter recuperare in futuro.

2006.
Mancano due mesi.
Esce “Suffer well”, secondo singolo tratto da Playing the Angel.
L’ho accolto con molta gioia, dato che Exciter non mi aveva entusiasmato e che avevo letto un sacco di interviste di Dave in cui vomitava addosso a Martin tutta la sua rabbia repressa perché le sue idee venivano sempre scartate. Al momento non ero ancora completamente a conoscenza del loop eterno di Dave nella perpetua ricerca dell’approvazione di Martin e dell’eterna costipazione emotiva di Martin che si chiude di fronte a Dave. L’avrei capito solo più avanti nel tempo.
E’ strano che non capivo questa cosa… Praticamente queste erano le “discussioni” nella mia famiglia fino a qualche anno fa. (notare infatti le virgolette, perchè non erano discussioni, erano monologhi con un muro di fronte).
La sua conseguente minaccia di lasciare i Depeche Mode e naturalmente Martin che s’impegna a dire il meno possibile sull’argomento non facevano presumere niente di buono.
La situazione era più o meno questa:
- Paper Monsters: Dave Gahan che tira a Martin Gore non i coltelli, tira l’intera collezione dello chef Tony, i Miracle Blade e tutti i coltellacci che puoi trovare da un macellaio toscano (il peggio è “Bottle living”, ma anche le altre sembrano il classico album post separazione amorosa “Perchè non mi vuoi beneeeee?!?!?!”)
- Counterfeit2 (sì, è al quadro, non ricordo come si fa, è sera, è tardi, non rompete il gazzo): Classico stilettata alla Martin Gore (Stardust) e poi cambiamo discorso. Silenzio totale.
Quindi quando è uscito Playing the Angel è stata una vera festa granda!
Ho abbastanza ignorato il primo singolo “Precious”, che ritengo troppo easy listening per i miei gusti, almeno musicalmente. Il testo è molto bello ma parla di amori spezzati e quindi suscita in me la solita risposta “amore = 404 pagina non trovata”, “forse nella prossima vita?”, boh.
Suffer well invece è roba per le mie tasche.
Tornano suoni elettronici che non si riesce a definire, e già l’atmosfera ti mette a disagio. Neanche l’intro interessante di chitarra di Martin tira un po’ su, anzi suona completamente sconsolato, con quel tono minore che non t’annuncia niente di felice all’orizzonte.
Toni freddi dappertutto, scenografia, luci, vestiti, tutto.
Un affascinante e ben vestito Dave ti guarda in faccia, un’espressione vuota.
Anche il vestito è grigio.
Sarà pure bello Dave ma questo Dave non mi comunica niente. E’ un guscio vuoto.
C’è qualcuno lì dentro?
Si toglie la fede dal dito.
Non mi piace dove sta andando questa cosa.
Scassina la porta di una gioielleria, anche questa completamente fredda, grigia.
Prende dei gioielli pacchiani… Oddio sta tornando il Dave di “It’s no good?”
Si gira e bam! E’ lui!
Eccetto che non è lui.
Questo Dave non è autoironico, non sorride. Ha una barba incolta e peggio ancora gli occhiali da sole, migliori amici perenni di chi si fa e non vuole né far vedere pupille giganti (coca) o a spillo (ero), nè avere per l’appunto problemi di fotofobia ed andarsi a schiantarsi su superficie varie perché tutto il mondo è una palla di luce gigante.
Esce dalla gioielleria e si trova di fronte un bell’angelo!
Che bella!!! Ha un port-de-bras che mi fa venire un po’ i brividi ma il suo viso mi affascina molto. E’ l’ennesima prova comunque che non puoi essere magra con le tette vere. Uomini, le donne magre o sono senza tette o hanno le tette finte, è così e basta. E’ la natura.Volete tante tette? Abbiamo qualche chilo in più. (A parte certe modelle che hanno vinto la lotteria genetica)
Dave vuole andare verso di lei ma delle macchine gli tagliano la strada. Bro si guarda prima di attraversare!!!
Troppo tardi. L’angelo sparisce.
Dave dove hai la testa? Hai perso la figa perché non sai guardare se arrivano macchine? Va bene che la figa è sempre la cosa più importante per gli uomini ma rimani vivo per piacere, grazieeeeee.
Insomma quest’angelo se ne va, Dave si ricrede, torna indietro e s’avvicina ad un altro edificio, il “Future”, che sembra il classico bar da beoni o da spogliarelliste.
“Future” – “We sell hell and suffer well”?
Tutto un programma.
Soffia un forte vento e Dave sembra iniziare ad arrancare.
Entra in un altro bar con difficoltà, e questo sì che è il classico bar da beoni / spogliarelliste, con tanto di luci rosse che non so se siano più un rimando alle spogliarelliste o ad “Walking in my shoes”, con Dave illuminato di rosso in un triste presagio, una profezia che si sarebbe autoavverata.
La storia di Dave (e di Martin ed Andy in forma minore) mi ricorda tantissimo le parole di Hubert all’inizio del film “L’odio”, di Mathieu Kassovitz:
“È la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani… A ogni piano, mentre cade, l’uomo non smette di ripetere: “Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene”. Questo per dire che l’importante non è la caduta ma l’atterraggio.”
Sono sicura che si sono sentiti tutti così, fino all’overdose di Dave, fino alle mille crisi di Martin (il quale ha ammesso pubblicamente di aver usato la condizione disastrata di Dave per distogliere l’attenzione dalla sua condizione poco meno disastrata), fino all’esaurimento nervoso di Andy.
Mi sarei sentita così anch’io, quando mi sarei schiantata sul suolo due mesi dopo.
Luci rosse e pavimento reminiscente della loggia nera di Twin Peaks mi procurano un momento di angoscia pura da traumi infantili mai superati (adoro Twin Peaks come sceneggiatura ma tutto il resto mi fa cagare addosso ancora oggi), ma questa sensazione viene superata subito dopo da una ancora peggiore: la tristezza nel vedere Dave con la testa sul bancone, che balla da solo ubriaco pensando di vedere chissà cosa.
Sono anni che vedo questa scena, sempre più spesso, sempre più spesso.
Tantissime immagini mi scorrono nella testa, tutte le volte che ti sono venuta a cercare.
Questa scena mi tocca troppo da vicino.
Andiamo avanti.
Dave esce ed i capelli si stanno allungando. Ho capito dove ci stiamo dirigendo.
Continua a camminare e finisce davanti ad un negozio di vestiti da matrimoni.
Oh mio Dio!!! Quello è Martin?!?!?
Scusami Andy, sei un figurino in tuxedo 10/10 ma MARTIN VERSIONE SPOSA?!?!?!
Oddio sta benissimo!!! Malelingue dite quello che volete ma sta benissimo!!!!
I riccioli! La tiara! Il vestito!!! Pure quelli che dicono “Ma i peli….” Ma chi se ne frega!!! Siete uomini, se non li tenete voi i peli!
(Martin sposa principessa affascina pure la nostra Jenny, che nel making of del video, dice stupida a Dave “Guarda il tuo tesoro. E’ davvero qualcosa di speciale. Una vera bellezza.” Tutto questo è stato registrato, non me lo sono inventata io.)
Comunque, dopo cinque minuti a dissezionare Martin in ogni suo centimetro, ecco che Dave prende il mio posto ed, attirato come le lucciole alla luce, come le api al miele, appoggia le mani alla vetrina come:
- Io che guardo sognante la vetrina dei bignè al cioccolato
- David Gahan che guarda Martin Gore in qualsiasi momento
Dave spera in una reazione di Martin, che invece si limita ad ignorarlo, guardando dritto ed armonizzando dolcemente con la sua bellissima voce.
Ci così tante tante espressioni che attraversano il viso di Dave in questo momento: Adorazione, tristezza, rassegnazione, pieno “sono fatto ammerda e sto a malapena in piedi”.
Stanno riallestendo il dramma Dave vs Martin degli anni scorsi. Che cazzo è, una terapia d’urto? Qualcuno ha perso una scommessa? Ma chi ha avuto quest’idea?!?! E’ masochismo o sadismo puro, a seconda da che parte lo guardiamo!
Il povero Dave, rifiutato dalla persona che porta in palmo di mano, si gira verso Andy pregando in, non so, un cenno, qualcosa. Andy rimane stoico, senza battere ciglio, e Dave lì perde ogni speranza.
Una tormenta di neve inizia a cadere. Dave adesso ha i capelli lunghi e gli occhiali a goccia. Il cerchio si chiude.
Il Dave di Songs of Faith e Devotion soccombe in mezzo alla neve e al freddo.
E’ vero, Dave. Gli altri non ti avranno aiutato, non avranno capito. Forse come me non ne avranno potuto più delle bugie, delle paure, dell’ansia costante che quel maledetto telefono suoni e che tu quella volta non riesca a trovare una persona viva.
Ad un certo punto non puoi crollare nel burrone anche tu, devi lasciare andare.
Ho dovuto farlo anch’io poco tempo fa, e quanto male ha fatto, ma non ce la facevo più a vivere così. Spero tu l’abbia capito, nel tempo. Ci abbiamo provato così tanto.
E’ tornato il Dave ben vestito! Ed abbiamo dei toni caldi!
C’è una breve alternanza tra il Dave di Sofad, circondato dal freddo della neve e della morte, ed il Dave di oggi, circondato dal sole e dalla vita.
Per un momento si rimane a pensare ai bivii che incontriamo nella vita. A quel “E se…”…
Purtroppo non possiamo vedere dove certe strade ci porteranno. Possiamo capirlo solo dopo, se sopravviviamo.
Grazie a Dio. Grazie a te, Dave, per avercela fatta.
Arriva una tipa e mr eleganza la carica in macchina in una maniera da gentleman, non come caricherebbe una battona.
Aspetta…! E’ l’angelo!!! Non ci credo!!!!
Mi pareva strano che Dave non si beccasse la tipa.. Insomma dai… Figo lui, figa lei…
Il Dave di oggi indica all’angelo il Dave di Sofad nel mucchio di neve, come per dire “guarda, quello avrei potuto essere io.” Abbiamo il primo piano dell’angelo, come a confermare che adesso lui è nella strada giusta, ha scelto la cosa giusta, ha scelto di vivere.
Dave e l’angelo si baciano.
Una storia a lieto fine.
Due mesi dopo, la mia vita si sarebbe interrotta.
–
“Where were you when I fell from grace?
Frozen heart, an empty space
Something’s changing, it’s in your eyes
Please don’t speak, you’ll only lie”
“I just hang on, suffer well
Sometimes it’s hard, it’s hard to tell”
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